martedì , 18 dicembre 2018
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Milan – Inter, il giorno dopo il Derby di Milano

Cosa resta dopo la stracittadina di ieri sera? Una sensazione di aver gettato ancora una volta alle ortiche l’ennesima possibilità di compiere un passo decisivo in ottica Champions. O, come per molti tifosi la si vuole vedere, come un bicchiere mezzo pieno. Certamente sono opinioni soggettive ma allo stesso tempo molto discordanti, perché, se è vero che da un lato la squadra rossonera resta distanziata di 8 lunghezze, (9 considerando gli scontri diretti), è pur vero che non aver vinto il derby con quelle due occasioni colossali non può far altro in cuor mio che amplificare il rammarico per tanti, troppi punti gettati via in zona cesarini, come contro la Spal, la Fiorentina. E l’incredibile errore di Icardi al minuto 93’ di ieri sera, senza contare il pareggio interno col Crotone e la sconfitta di Reggio Emilia contro il Sassuolo con un calcio di rigore sbagliato. Per la sottoscritta è più un bicchiere mezzo vuoto perché è mancato il cinismo per chiudere questa partita che è, e resta, uno step da superare in maniera celere, se si vuole ambire a stare lassù in alto in classifica. Stesso termine utilizzato ieri sera da mister Spalletti in mix zone dopo il derby, in cui spiegava appunti come in certi momenti della partita è mancata la rapidità e cinismo di andare a chiudere le azioni invece di cincischiare come successo a volte con passaggi; perdendo così tempo di giocate favorevoli. Questo è quello che è mancato ieri sera. Un po’ più di cattiveria, di determinazione per portare la partita a casa, indipendentemente dagli errori del capitano.

Resta la soddisfazione di aver mantenuto la porta inviolata per la quinta partita consecutiva, cosa che non succedeva dal lontano 2005. Ora i minuti di imbattibilità di Samir Handanovic sono 484; l’ultimo gol subito risale a Genoa – Inter, rete al minuto 59’, gol segnato dall’ex Pandev.
Resta la consapevolezza di aver trovato una squadra con un’identità precisa con Brozovic schierato davanti alla difesa e che domina, è l’assoluto padrone della squadra, sembra assurdo visto il giocatore che ha rimediato in diverse occasioni fischi come fino ad un mese e mezzo fa, in aperto conflitto col pubblico nerazzurro. Ora invece si sta confermando partita dopo partita, meritandosi assolutamente la fiducia di Mister Spalletti e dei tifosi interisti.

Il calendario prevede due trasferte difficili: a Torino prima e a Bergamo dopo, dove sarebbe fondamentale portare a casa 6 punti.

Personali complimenti a mister Gattuso per l’onestà dimostrata in mix zone, quando ha dichiarato che si tiene il punto stretto, riconoscendo la superiorità dell’Inter, rispetto al suo Milan, definendola una “signora squadra”,e  dimostrandosi una persona vera. Una persona di tale onestà intellettuale (merce rarissima di questi tempi) si merita ampiamente il rinnovo arrivato dopo la partita di ieri. In questa circostanza colgo anche l’occasione per augurare un grosso in bocca al lupo a Conti, che oggi verrà operato per la ricostruzione del legamento crociato – lo stesso già operato – a villa Stuart.
Ti aspettiamo in campo campione, torna presto!

Ieri Icardi ha deciso in negativo la partita ma sono certa e sicura che si farà perdonare già da domenica, trascinando la squadra a Torino. Come al solito mi fa molta pena vedere tifosi scornarsi (passatemi il termine) sul Capitano per i due errori di ieri. Sono cose che capitano nel calcio, un portiere può fare una papera, un difensore può fare un errore e mandare a rete un avversario, un’autorete come ieri sera è capitato alla Roma per intenderci.  Cose di ordinaria amministrazione e che capitano in una partita di calcio, giusto sottolineare gli errori commessi ieri da Icardi, ma non per questo deve essere preso di mira come capro espiatorio che sia Icardi, Ranocchia, Santon etc, etc…

L’importante in questo momento è restare tutti uniti, ma mi rendo conto che con certi tifosi è solamente tempo perso, sia che si esalti un giocatore all’estremo, e sia che lo si critichi all’estremo. Si dovrebbe tifare la maglia e non avere troppi idoli nel calcio moderno, sostenere tutti, alla fine è la maglia che conta. Quella resterà sempre, i giocatori vanno e vengono così come i Presidenti ed i Dirigenti. Adesso tutti uniti per la volata Champions, sperando di non gettare più punti alle ortiche.
Forza ragazzi andiamo a prenderci la Champions!

 

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