lunedì , 20 agosto 2018
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Mauro Icardi
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Mauro Icardi: croce e delizia

Icardi è il classico bomber d’area rigore, un vero Killer quasi infallibile che fa di lui il focalizzatore del gioco dell’Inter. I numeri a referto parlano per lui e sono una sentenza, nessuno può mettere in dubbio le sue innate doti di finalizzatore straordinario: 105 le reti realizzate, 18 le doppiette, 5 le triplette, 1 poker.  Icardi ha distribuito così le sue reti: 65 col piede destro, 20 col sinistro, 13 calci di rigore, 14 di testa, e 4 reti da fuori aria; numeri che parlano per lui indiscutibilmente ma, leggendo i suoi numeri, qualcosa mi salta all’occhio, denotando con suo limite per cui sta lavorando, ma che indubbiamente resta tale.
Vedendo la sontuosa prova di Edin Dzeko in Champions League contro il Barcellona ed il lavoro fatto per la squadra, essersi messo a disposizione dei compagni, mi piacerebbe vedere il nostro Maurito fare solamente una parte del lavoro fatto. Se riuscisse a fare un quarto di quel lavoro, sarebbe già tanta roba. In molti potrebbero dirmi  che lui non ha quelle caratteristiche e qui siamo tutti d’accordo, però nel calcio moderno è importante fare certi movimenti per aiutare la squadra, venire fuori, cercare un dialogo con un compagno, una triangolazione, difendere la palla per far salire la squadra, guadagnare qualche punizione, ma, soprattutto, muovendosi anche al di fuori dell’area di rigore, comporterebbe il difensore avversario a seguirlo e quindi potrebbe anche creare spazio di inserimento per i compagni centrocampisti o esterni che siano, magari potrebbe segnare qualche gol in meno ma la squadra potrebbe giovarne sul piano del gioco e tattico, non dipendendo così solamente da Icardi cercandolo con i soliti cross.
In molti diranno, ok ma se non segna Icardi non segna nessuno, ma proprio per questo, se si muovesse un po’ di più, la squadra ne troverebbe giovamento. Anche Spalletti lo disse dopo Inter-Napoli; Mancini fu il primo che cercò di farlo muovere con certi movimenti, ed a un certo punto (addirittura) Maurito perse il posto da titolare nell’anno che l’Inter arrivò quarta in campionato, e fu la stagione in cui lui segnò meno reti: 16 a fine campionato. Ovviamente il Capitano non deve rinunciare a quelle che sono le sue caratteristiche di finalizzatore ,ma con un po’ più di movimento ne gioverebbe sicuramente alla squadra ed anche ai compagni ,si creerebbero altre soluzioni tattiche con inserimenti dei centrocampisti se appunto Icardi si proponesse,  ovviamente ci sarebbero momenti in qui fare certi movimenti, e ugualmente ci sarebbero momenti in cui lui può far solo il finalizzatore a seconda di come si sviluppa la partita: questo dovrebbe migliorare.
Resta comunque più una mia suggestione per la prossima stagione, magari affiancandogli una seconda punta o comunque cambiare tipo di gioco, perché così se Icardi si inceppa, si inceppa tutta la squadra che è totalmente al servizio di Maurito, ed anche Perisic, il secondo miglior marcatore che, insieme a Candreva, ha servito 16 assist ad Icardi in questa stagione. Quindi se è vero che Candreva non segna, allo stesso tempo regala assist, ed è a disposizione di Icardi perché tutto il gioco è incentrato sul nostro bomber, che è una vera delizia per i gol che ci regala e continuerà a regalarci ma che molte volte diventa una croce quando non è servito, e lui fa poco per aiutare la squadra muovendosi poco, ovviamente sono le sue caratteristiche, ed è difficile cambiarle, me ne rendo conto, però in ogni ambito lavorativo per fare un esempio si cerca di migliorarsi ed aggiornarsi sempre. In effetti questa cosa l’ha già fatta e ce ne ha dato un esempio in una partita magnifica, la più bella – a mio avviso-  che lui abbia mai giocato con la maglia dell’Inter nella scorsa stagione di campionato: Inter -Juventus 2-1, Icardi giocò una partita in cui fece esattamente quello che ha fatto Dzeko contro il Barcellona, muovendosi, svariando, difendendo palla ottenendo calci di punizioni. Ha dialogato con i compagni nella più bella partita dell’Inter degli ultimi 5 anni, con De Boer in panchina e con un modulo simile a quello chi utilizza adesso Spalletti con Brozovic e Rafinha, infatti Joao Mario giocò come Brozovic in quella posizione, Kondogbia fece  Gagliardini, Banega faceva Rafinha, ed Icardi fece  Dzeko muovendosi sempre, non dando riferimenti alla difesa juventina e mandandola letteralmente in crisi, quindi Maurito queste cose ha dimostrato di saperle fare e ne gioverebbe tutta la squadra e anche lui stesso. Icardi ha tutto per diventare totalmente la nostra delizia. E così diventerebbe veramente un top player, Icardi ci sta lavorando e speriamo in questa sua crescita a volte visibile a volte meno, fermo restando che ha determinate caratteristiche da finalizzatore e quelle resteranno sempre. Sono conscia che per uno come lui sia difficile abituarsi a fare certi movimenti perché non sono proprio nelle sue corde, ma con il lavoro e buona volontà si può sempre migliorare. Adesso pensiamo alla prossima gara contro l’Atalanta e che Maurito torni subito a timbrare il cartellino come sempre ci ha abituato!

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